کتاب زمان زود پیر می شود

اثر آنتونیو تابوکی از انتشارات کتاب خورشید - مترجم: فرزانه کریمی-ادبیات ژاپن

؛... لحظه‌ای به زمان و به اینکه تاکنون چگونه گذشته است فکر کرد اما فقط یک لحظه، زیرا دوباره چشم‌انداز آن دشت زردرنگ که از کاه کوتاهی پوشیده شده بود و به سختی می‌شد روی آن راه رفت دل و دیده‌اش را تسخیر کرد. "زمان زود پیر می‌شود" مجموعه نه داستان کوتاه از آنتونیو تابوکی است. داستان‌هایی با شخصیت‌پردازی‌هایی متفاوت که گویای خلاقیت ادبی نویسنده هستند. تابوکی داستان کوتاه را رمان تنبل‌ها می‌نامد. به عقیده او داستان کوتاه امکان خلق داستان‌های بیشتری را به نویسنده می‌دهد و از شکل "استبدادی" رمان دور است. داستان کوتاه راه‌حل پیش پای خواننده نمی‌گذارد بلکه سوال مطرح می‌کند. از جوایز ادبی بسیاری که تابوکی دریافت کرده است می‌توان به جایزه آریستون(یونان)، جایزه هانس اریش نوساک (آلمان)، اشتات پرایس (اتریش)، ایدالگو (اسپانیا) و جایزه‌ی سالنتو (ایتالیا) اشاره داشت؛


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معرفی کتاب زمان زود پیر می شود از نگاه کاربران
These nine stories floated past like the melancholic drift of a shoegazing album (something in the Slowdive or Cocteau Twins range)—an inviting sequence of long breakless paragraphs with short clauses spiralling from speaker to narrator, tripping the light fantastic along the commas until their unhurried stop. Famous for exploring the concept of saudade, a popular tone in Portuguese literature of epic nostalgia and yearning for the never-was, the what-is-lost, the can’t-remember-ever-having and so on, the ur-text of which is Pessoa’s tear-drenched masterplea, The Book of Disquiet, Tabucchi in his final published collection before his terminal cancer in 2012 continues his subtle burrowing into the human and European psyche in these nomadic, nation-hopping tales in search of a named character, often overt in their politics but always personal, touching, and—that perfect descriptor—elegiac.

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If youre into stuff like this, you can read the full review.

Tomato Soup is Lava: @Time Ages in a [email protected] by Antonio Tabucchi, Antonio Romani (Translation)

Tabucchi’s notion of time (e.g., aging) is a weird one. I grew up thinking it didnt really exist, that it was just something us humans invented as a measurement, like cm or mm. But I also used to think tomato soup was lava. Time is the only God, because it behaves in exactly the way any self-respecting God should: it continues to do its thing utterly dependably, and ignores everything else. The problem, I think, is that our scientific knowledge of time is so limited that in any discussion, we cant avoid drifting into metaphysics, which doesnt really add to the discussion. Regarding @[email protected] as an entity, I feel we are like a caveman looking at the Mona Lisa and wondering how it was done what it could mean. We simply dont understand the extent of what were looking at, and, like every generation, fall into the familiar trap that, because we are the here-and-now, we are the cleverest theres ever been, so we KNOW the answer, when, in fact, were not much smarter than all the thousands of generations before us. The generations who follow us will behave in exactly the same way.
 
 
If youre into Aging and the Notion of Time in particular, read on.

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-E nel frattempo cosa fai tutto il giorno qui sotto l ombrellone, non ti annoi?
-Niente Affatto, disse l uomo, esercito l arte della nefelomanzia.
(...)
-E in cosa consisterebbe questa roba qui, come si chiama?
-Nefelomanzia, rispose l uomo, è una parola greca, nefele vuol dire nuvola, e manzìa indovinare, la nefelomanzia è l arte di indovinare il futuro osservando le nuvole, o meglio, la forma delle nuvole, perché in quest arte la forma è la sostanza, ed è per questo che sono venuto in vacanza su questa spiaggia, perchè un amico dell aeronautica militare che si occupa di meteorologia mi ha assicurato che nel Mediterraneo non c è altra costa come questa dove le nuvole si formano all orizzonte in un attimo. E così come si sono formate, in un attimo si dissolvono, ed è proprio in quell attimo che un vero nefelomante deve esercitare la propria arte, per capire cosa predice la forma di una certa nuvola prima che il vento la dissolva, prima che si trasformi in aria trasparente e diventi cielo (...)
Puntò il dito verso il mare.
-La vedi quella nuvoletta bianca, laggiù?, segui il mio dito, più a destra, vicino al promontorio.
-La vedo, dice Isabella
Era un piccolo batuffolo che rotolava nell aria, lontanissimo, nel cielo di smalto.
-Osservala bene, disse l uomo, e rifletti, per la nefelomanzia ci vuole un intuizione rapida ma la riflessione è indispensabile, non perderla di vista.
(...)
-Si è aperta sui lati, esclamò Isabella, come se avesse messo le ali.
-Farfalla, disse l uomo con competenza, e la farfalla ha un solo significato, non c è dubbio.
-Cioè? chiese Isabella.
-Le persone che hanno dissenzi esistenziali cesseranno di averli, le persone che sono separate saranno riunite e la loro vita sarà graziosa come il volo di una farfalla, Strabone, pagina ventisei del libro principale.
-Che libro è?, chiese Isabella.
-Il libro principale di Strabone, disse l uomo, è questo il titolo, purtroppo non è mai stato tradotto nelle lingue moderne, si studia all ultimo anno di università perché si può leggere solo in greco antico.
-E perché non è mai stato tradotto?
-Perché le lingue moderne sono troppo frettolose, rispose l uomo, nella fretta di comunicare diventano sintetiche e così facendo perdono l analisi, per esempio il greco antico nella declinazione dei verbi ha il duale, noi abbiamo solo il plurale, e quando noi diciamo noi, in questo caso io e te, possiamo significare anche molte persone, ma i greci antichi, che erano molto esatti, se quella cosa la stiamo facendo o dicendo solo io e te, che siamo in due, usavano il duale. Per esempio, la nefelomanzia di quella nuvola la stiamo facendo solo io e te, la sappiamo solo noi, e per questo loro avevano il duale.
-Carinissimo, disse Isabella, ed emise un gridolino mettendosi una mano sulla bocca, guarda dall altra parte, dall altra parte!
- È un cirro, specificò l uomo, un bellissimo cirro bambino che fra poco sarà inghiottito dal cielo, le persone comuni potrebbero scambiarlo per un nembo, ma un cirro è un cirro, ci dispiace per loro, e la forma di un cirro non può avere altro significato se non il proprio, che altre nuvole non hanno.
-Cioè?, chiese Isabella.
-Dipende dalla forma, disse l uomo, devi interpretarla, è qui che ti voglio, altrimenti che nefelomanti siamo.
-Mi sembra che si stia dividendo in due, disse Isabella, guarda, si è proprio diviso in due, sembrano due pecorelle che trottano l una accanto all altra.
-Due agnelli cirrini, anche qui non ci sono dubbi.
-Non capisco proprio.
-Facile, disse l uomo, il mite agnello da solo rappresenta le evoluzioni dell umanità, Strabone, pagina trentuno del libro principale, guarda bene, ma quando si divide ci sono due guerre che procedono in parallelo, una è giusta e l altra è ingiusta, è impossibile distinguerle, cosa che del resto ci interessa poco, l importante è capire che fine faranno entrambe, quale sarà il loro futuro.
Isabella lo guardò con l aria di chi aspetta una risposta urgente.
-Una misera fine, te lo posso assicurare, cara Isabèl.
-Sei proprio sicuro?, chiese lei con voce ansiosa.
-Me lo devi dire tu, sussurrò l uomo, io adesso chiudo gli occhi, sei tu che devi interpretarle, guardale e aspetta con pazienza, ma cerca di cogliere l attimo, perché poi non sarai più in tempo. L uomo chiuse gli occhi, distese le gambe, si calo un cappello sul volto e rimase immobile come se si fosse addormentato. Forse passo un minuto, anche di più.
Sulla spiaggia c era un grande silenzio, i bagnanti avevano raggiunto il ristorante.
-Si stanno sfaldando in una specie di stracciatella, disse Isabella a bassa voce, come quando la scia degli aeroplani si sfilaccia, ora non si vedono quasi più, che strano, non riesco quasi più a vederle, guarda anche tu.
L uomo non si mosse.
-Non c è bisogno, disse, Strabone, pagina ventiquattro del libro principale, lui non si sbagliava, la profezia della fine di ogni guerra la fece duemila anni fa, solo che nessuno finora l aveva letta bene e noi oggi finalmente l abbiamo decifrata su questa spiaggia, noi due.
-Sai che tu sei un uomo carinissimo?, disse Isabella
-Ne sono perfettamente consapevole, rispose l uomo. (Le nuvole)

Nove racconti per dimostrarci, come se non lo sapessimo già, che il tempo ha un influenza potentissima sulle nostre vite.
Ma siccome Tabucchi scrive divinamente , concediamoglielo, questi nove racconti sono meravigliosi chi più chi meno (anche se devo ammettere che @Le [email protected] mi ha completamente stregato, e quindi un altro stralcio :

-Stai qui all’ombra tutto il giorno, disse la ragazzina,
non ti piace fare il bagno?
L’uomo fece un vago cenno con la testa che poteva
sembrare un si e un no e non disse niente.
-Ti posso dare del tu?, chiese la ragazzina.
-Se non mi sbaglio me l’hai già dato, disse l’uomo sorridendo.
-Nella mia classe diamo del tu anche ai grandi, disse la ragazzina,
alcuni professori ce lo permettono, ma i miei me l’hanno proibito,
dicono che è da maleducati, lei che ne pensa?
-Penso che hanno ragione, rispose l’uomo, ma puoi darmi del tu,
non lo dirò a nessuno.
-Non ti piace fare il bagno?, chiese lei, io lo trovo singolare.
-Singolare?, ripeté l’uomo.
-La mia professoressa ci ha spiegato che non si può usare carinissimo
per ogni cosa, che in certi casi si può dire singolare,
facevo per dire carinissimo, io fare il bagno su questa spiaggia lo trovo singolare.
-Ah, disse l’uomo, sono d’accordo, anche secondo me è carinissimo
perfino singolare.
-Anche prendere il sole è carinissimo, continuò la ragazzina…
Ma perché lei è così bianco? E’ arrivato da una settimana e stà sempre
sotto l’ombrellone, non le piace neppure il sole?
-Lo trovo carinissimo, disse l’uomo, giuro, secondo me prendere il sole è carinissimo.
-Ha paura di scottarsi?, chiese la ragazzina.
-Tu che ne pensi?, rispose l’uomo.
-Io penso che lei a paura di scottarsi, ma se uno non comincia piano piano
non si abbronza mai.
-E’ vero, confermò l’uomo, mi sembra logico, ma credi che sia obbligatorio abbronzarsi?
-Proprio obbligatorio no, niente è obbligatorio, a parte le cose obbligatorie, ma se uno viene al mare non si abbronza e non fà il bagno, cosa ci viene a fare al mare?
-Sai una cosa?, disse l’uomo, tu sei una ragazza logica
hai il dono della logica, e questo è carinissimo secondo me
oggigiorno il mondo ha perso la logica, è un vero piacere
incontrare una ragazza con logica, posso avere il piacere di fare
la tua conoscenza, come ti chiami?
-Mi chiamo Isabella, però gli amici intimi mi chiamano Isabèl,
con l’accento sulla e, non come gli italiani che dicono Isabel
con l’accento sulla i.
-Perché tu non sei italiana?, chiese l’uomo.
Certo che sono italiana, obiettò lei, italianissima
ma al nome che mi danno gli amici ci tengo,…
mi piacciono le lingue e sò anche l’inno di Mameli a memoria
quest’anno il Presidente della Repubblica è venuto a visitare la nostra scuola
e ci ha parlato dell’importanza dell’inno di Mameli, che è la nostra identità italiana
c’è voluto tanto tempo per fare l’unità del nostro paese,
a me per esempio quel signore della politica che vuole abolire
l’inno di Mameli non mi piace.
L’uomo non disse niente, teneva le palpebre socchiuse, la luce era intensa
e l’azzurro del mare si confondeva con quello del cielo.
L’uomo non parlò, la ragazzina sembrò esitare, con un dito
faceva ghirigori sulla sabbia.
-Non vorrei che lei fosse del suo partito, continuò poi
come facendosi coraggio, a casa mi hanno sempre
insegnato che bisogna sempre rispettare le opinioni altrui,
però a me l’opinione di quel signore non mi piace, mi sono spiegata?
-Perfettamente, disse l’uomo, bisogna rispettare le opinioni altrui
ma non mancare di rispetto alle proprie.
-Parlo troppo?, chiese lei, in casa dicono che parlo troppo
e rischio di dar fastidio, le stò dando fastidio?
-Niente affatto, rispose l’uomo, quello che dici è addirittura singolare,
continua pure.
-E poi il Presidente ci ha fatto una lezione di storia,
perché come lei saprà la storia moderna a scuola non si studia,
in terza media i professori più bravi riescono ad arrivare
fino alla prima guerra mondiale, altrimenti ci si ferma a Garibaldi
e all’unità d’Italia, noi invece abbiamo imparato un sacco di cose moderne
perchè la professoressa è stata brava, ma il merito è del Presidente perché
è lui che ha dato l’imput.
-Cosa ha dato? chiese l’uomo.
-Si dice così, spiegò Isabel, è una parola nuova
vuol dire che uno comincia e trascina gli altri,
se vuole le ripeto quello che ho imparato.
L’uomo non rispose teneva gli occhi chiusi.
-Si è addormentato?,Isabel aveva un tono timido, come dispiaciuto.
-Mi scusi, forse l ho fatta addormentare a furia di chiacchiere
è anche per questo che i miei genitori non mi hanno voluto comprare il cellulare,
dicono che gli arriverebbe un conto astronomico con tutto quello che parlo,
sa, in casa nostra non ci possiamo permettere il superfluo, mio padre è
architetto ma lavora per il Comune, e quando uno lavora per il Comune…
-Tuo padre è un uomo fortunato, disse l’uomo senza aprire gli occhi.
Sia come sia, la professione di costruire case è bellissima,
molto meglio della professione di distruggerle.
Dio mio c’è anche la professione di distruggerle?
-Insomma disse l’uomo non è che sia proprio una professione…
Isabel ti vorrei dire una cosa, che forse a scuola non ti hanno detto,
in fondo in fondo la storia si riassume a questo: ci sono uomini come tuo padre
che per professione le case le costruiscono e uomini del mio mestiere, militari,
che le case le distruggono, e la faccenda và avanti in questo modo da secoli,
alcuni costruiscono le case e altri le distruggono, costruire, distruggere,
costruire, distruggere, è un pò noioso no ti pare?
-Noiosissimo, rispose Isabel, davvero noiosissimo, se non ci fossero gli ideali,
per fortuna ci sono gli ideali.
-Certo, confermò l’uomo, per fortuna nella storia ci sono gli ideali,
te lo ha detto il Presidente o la professoressa?
-Ora non saprei bene chi lo ha spiegato.
-Magari è il Presidente che ha dato l’imput, e cosa mi sai dire sugli ideali?
-Che sono tutti rispettabili se uno ci crede, rispose Isabel,
per esempio in quello della Patria, poi uno magari si sbaglia
perché è giovane, però se è in buona fede l’ideale è valido.
-Ah, disse l’uomo, è una cosa su cui devo riflettere, ma non mi pare la giornata adatta, oggi fà un gran caldo e il mare mi sembra così invitante.
-Allora fatti un bagno, lo pungolò lei.
-Non ne ho molta voglia, rispose l’uomo.
E’ perché non sei motivato, secondo me il tuo è stress…
vuoi che ti vada apprendere qualcosa al bar dell’albergo
qualcosa per combattere lo stress?,
purché non sia una Coca-Cola, quella mi rifiuto.
-Questa me la devi spiegare, me la devi proprio spiegare, disse l’uomo.
-Perché la Coca-Cola e il McDonald’s sono la rovina del’umanità
lo sanno tutti, nella mia scuola lo sanno persino i bidelli…
-Isabel ti posso dire una cosa in confidenza?
La Coca-Cola e il McDonald’s non hanno mai portato nessuno
ad Auschwuitz, in quei campi di sterminio di cui a scuola ti avranno parlato,
invece gli ideali si, ci avevi mai pensato Isabel?

E ora basta sennò finisce che vi riporto tutto il racconto.

I racconti che compongono questo libro come dicevo sono nove:
-Il cerchio : Non ci ho capito granché, ma questa citazione voglio riportarvela : @E chissà perché ebbe l immagine di un bambino che per mano alla mamma torna da una fiera di paese, la fiera è finita, è domenica sera e il bambino porta un palloncino pieno d aria legato al polso, lo regge con fierezza come un trofeo e all improvviso, ploff, il palloncino si sgonfia, qualcosa lo ha bucato,ma cosa , forse la spina di una siepe?
Le parve di essere quel bambino che all improvviso si ritrovava con un palloncino floscio fra le mani, qualcuno glielo aveva rubato, ma no il palloncino c era ancora, gli avevano solo sottratto l aria che c era dentro. Era dunque così, il tempo era aria e lei l aveva lasciata esalare da un forellino minuscolo di cui non si era accorta? Ma dov era il [email protected]
-Clof, clop, cloffete, cloppete : Chiaramente questo titolo parafrasa la poesia di Palazzeschi (La povera fontana ammalata),però in questo caso stà a rappresentare il rumore delle gocce di morfina che scendono inesorabili a lenire le sofferenze di una persona cara...
@Se ne stava lì, con la moneta in mano, guardando la cabina telefonica. Indeciso, fra il dire e il fare. Chiamare qualcuno dopo tre anni che non lo senti, e di mattina presto, poi, mica è cosa facile: bisogna avere bene in mente quello che si deve dire, bisogna impostare bene il discorso, la professoressa in classe lo diceva sempre: se uno imposta bene il discorso è salvo, anche se si esprime male. Sicuro.
Senti, sono tornato, sono qui all’ospedale, no, io sto benissimo, o meglio, benissimo non sto, è che questi tre anni si sono rincalcati uno sull’altro come se fossero un giorno solo, anzi, una notte sola, lo so che non mi spiego, cerco di spiegarmi meglio, pensa alle bottiglie di plastica, quelle dell’acqua minerale, la bottiglia ha un senso finché è piena d’acqua, ma quando l’hai bevuta la puoi accartocciare su se stessa e poi la butti via, mi è successo così, mi si è accartocciato il tempo, e anche un po’ le vertebre, se così posso dire, lo so che salto di palo in frasca ma non so esprimermi meglio, abbi pazienza.
Magari però prima di entrare in argomento ci vorrebbe un codice, pensava, qualcosa che indicasse la complicità di un tempo, tipo parola d’ordine. Pensò: mano mano piazza di qui passò una lepre pazza. Sì, avrebbe capito. E poi avrebbe detto: lo so bene che non si può svegliare uno a quest’ora dopo che non lo si chiama da tre anni, ma il fatto è che mi ero dato un po’ alla macchia. Mano mano piazza di qui passò una lepre pazza. Mi ero messo in testa di scrivere un romanzo, sai, un grosso romanzo, quello che tutti si aspettano, prima o poi tutti quanti lo aspettano il romanzo, perché certo, dicono, i racconti sono splendidi, e anche quei due libri di divagazioni, e persino il finto diario è un testo di prim’ordine, non c’è dubbio, ma il romanzo, quando ce lo scrive un vero romanzo?, sono tutti fissati col romanzo, editori e critici e tutti, e così mi ci ero fissato anche io, e per scrivere il romanzo che tutti vogliono da te, che sarà il tuo capolavoro, capisci che ci vuole l’atmosfera giusta, e il posto giusto, e il posto giusto bisogna andarlo a cercare chissà dove, perché dove ci si trova non è mai il posto giusto, e così mi ero dato alla macchia a cercare il posto giusto per scrivere il capolavoro, mi spiego?
Mano mano piazza di qui passò una lepre pazza. Sta morendo mia zia. La mia, non la tua. Ma non è tanto per questo che ti telefono, è che in realtà volevo leggerti almeno un brano del romanzo che ho scritto in questi tre anni di silenzio affinché tu abbia un’idea dell’impegno che ci ho messo, sono certo che capirai perché non mi sono fatto più, sei pronto? Dice.
Se ne stava lì, con la moneta in mano, guardando la cabina telefonica. Sì alzò, per andare a telefonare, o almeno ci provò. Rimase a mezz’aria, bloccato, come il giorno prima alzandosi dal letto, o meglio provando ad alzarsi dal letto, la solita lama di rasoio gli era penetrata nella schiena, di nuovo, trapassandolo. Colonna infame.
Due voci stavano venendo verso di lui, due voci allegre, tipo un cinguettio, come dei passerotti che si dicano qualcosa. Una donna in là con gli anni spingeva una bambina su una carrozzella. Quando furono vicine a lui la bambina disse qualcosa, la sua era un’affermazione, lo capì dal tono. Aveva una voce gioiosa, piena di vita, come quando la vita, attraverso la voce, afferma se stessa, caparbia. Disse: ma questa è la cosa più bella del mondo! E nel dirla sorrise.
La cosa più bella del mondo. Lo aveva detto una bambina calva trascinata in carrozzella da un’infermiera. Lei sapeva quale era la cosa più bella del mondo. Lui invece non lo sapeva. Alla sua età, con tutto quello che aveva visto e conosciuto, non sapeva cosa fosse la cosa più bella del mondo.
Non lo [email protected]
-Nuvole: Di nuvole credo di aver già parlato abbastanza.
-I morti a tavola: Questo racconto è fantastico anche parla indirettamente di un altro scrittore famoso Brecht.E inoltre della vita vissuta tramite la vita di un altro. Come? A voi scoprirlo.
- Fra generali: In un certo senso mi ha ricordato, non so come ne perché: http://www.youtube.com/watch?v=d27gTr... (anche perché il protagonista decisamente non è inglese ma Ungherese). In ogni caso un bellissimo racconto ammantato di una malinconia sottile..
-Yo me enamore de laire: Bellissimo, un impressione, una malinconia dolce , dolcissima. Mi ha fatto venire ancora più voglia di andare a Lisbona partirei domani se potessi ...
-Festival: Beh, decisamente il più originale di tutti.Cosa succede quando un avvocato d ufficio pagato dal regime Comunista per intervenire in processi farsa si allea con un documentarista. Assolutamente imperdibile.
-Bucarest non è cambiata per niente: E nemmeno i vecchi padri testoni e combattivi, a cui pure vogliamo bene.
-Controtempo: C è un motivo preciso per cui questo racconto è stato messo a chiusura del volume? Io penso di sì...Ma non saprei rispondere al perché , solo che @Il [email protected] del primo racconto iniziato in Svizzera, si chiude qui, a Creta in un monastero greco...


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Antonio Tabucchi
1943 yılında Pisada doğan Antonio Tabucchi, Sienna Üniversitesinde Portekiz edebiyatı dersleri verdi. Portekizli eşiyle birlikte Fernando Pessoanın eserlerini İtalyancaya kazandırmışlardır. Fernando Pessoa uğraşı beni Tabucchı okumaya sevk eden önemli bir olgu oldu çünkü Pessoa çok ayrı bir yere sahip Lizbonlu bir yazardır. Tabucchı de 2012 yılında Lizbonlu hayatını kaybeder.

Hindistanda arşiv araştırmaları yapan yazar için Hindistan Portekizden sonra yakın olduğu ikinci ülkedir.

Kitapta dokuz öykü mevcut üçüncü sırada olan Bulutlar öyküsünü büyük bir beğeni ile okudum emekli bir asker ile Isabélla adında küçük bir kızın konuşmasından oluşan öykü Isabél İtalyanların ilk hece vurgusu ile değil é harfiyle vurgulanan saf olmayan ırktan gelen küçük kızın öyküsü.

@BenBen sizin yanmaktan korktuğunuzu düşünüyorum, ama insan yavaş yavaş başlamazsa eğer, hiç bronzlaş[email protected]
@Doğru söylü[email protected], dedi adam, bana da akla yakın geliyor, ama sence broznlaşmak zorunlu [email protected] 
Kız biraz düşündü. @Tam zorunludur denemez, hiçbir şey zorunlu değildir, zorunlu olanların dışında, ama eğer insan deniz kıyısına gelip de denize girmez ve bronzlaşmazsa, o halde ne yapmaya gelir [email protected]
@Biliyor [email protected], dedi adam, @sen aklı başında bir çocuksun, mantıklı gibi olma bir yeteneğin var, bu da çok güzel bir şey, ama bugün dünya mantığını yitirmiş durumda, mantıklı bir kızla karşılaşmak gerçekten büyük zevk,seninle tanışma zevkine erişebilir miyim? Adın [email protected]
@Adım Isabé[email protected]

*****
@
Biraz daha açıkla.

Şey, ne yazık ki kimi zaman savaş, adalet olmayan ülkelere adalet getirmek için zorunlu olur, ama günün birinde, adalet götürülen bir ülkeden iki çocuk geldi ve onları bizim oturduğumuz kentin hastanesine kaldırdılar, bizim sınıf onlara şeker ve meyve götürdü, daha doğrusu en önde sınıfın en iyileri, yani ben, Simone ve Samantha, anlatabiliyor muyum?
Devam et, dedi adam.
Muhammed aşağı yukarı benim yaşımda, kız kardeşi daha küçük, ama adını anımsamıyorum şimdi, hastanenin küçücük odasına girdiğimizde Muhamedin kolları yoktu ve kız kardeşi de...
Isabélla [email protected]

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Kitap zamanın engellenemez ilerleyişi, hayatımızdaki etkileri gibi düşüncelerin çevresinde şekillenmiş öykülerden oluşuyor. Öyküler ve yapıları birbirinden farklıydı, bazıları benzer özelliklere sahip olsa da genel farklılar ve ortak noktalar mevcut. Öykülerin ana fikileri hoş görünse de hepsini severek okuduğumu söyleyemem. Kitapta en çok Bulutlar adlı öyküyü beğendim ve okumaktan büyük zevk aldım, hiç bitmese diyerek okusam da sonu çok çabuk geldi.

Zaman Hızla Yaşlanıyor sayesinde Antonio Tabucchi ile tanıştım, ileride başka kitabını okur muyum bilmiyorum ama şimdilik bende böyle bir istek uyandırmadı.

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