کتاب حال و هوای عجیب در توکیو

اثر هیرومی کاواکامی از انتشارات البرز - مترجم: مژگان رنجبر-ادبیات ژاپن

اگر عشق واقعی است، پس به همان روشی با آن رفتار كن كه با يك گياه رفتار می‌كنی - تغذيه‌اش كن، و در برابر باد و باران از آن محافظت كن - بايد هر كاری را كه می‌توانی كاملا انجام دهی. اما اگر عشق واقعی نيست، در اين صورت بهترين كار اين است كه به آن بی‌توجهی كنی تا پژمرده شود... ؛


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معرفی کتاب حال و هوای عجیب در توکیو از نگاه کاربران
Strange weather in Tokyo/ Hiromi

گاهي وقت ها وقتي صدا مي زنم، سنسه ، مي توانم صدايي را از سقف بالاسر بشنوم: اتسكيكو. مي گويم، من شروع كرده ام به درست كردن يودوفو مثل شما ، سنسه ، با ماهي كاد و برگ هاي گل داوودي. سنسه، اميدوارم روزي دوباره همديگر را ببينيم. و از سقف، سنسه پاسخ مي دهد، البته كه بايد روزي همديگر را ببينيم.
در آن شب ها من كيف دستي سنسه را باز مي كنم و با دقت داخلش را نگاه مي كنم. فضاي خالي و تهي باز مي شود، كه هيچ چيزي در آن نيست. چيزي در خود ندارد به جز گستره اي از فقداني اندوه بار.




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مثلِ یه سفر کوتاه بود به دلِ ژاپن همراه با یه داستانِ عاشقانه‌ی نسبتا عجیب.

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In una giornata fate tutto: lo comprate, lo leggete e voilà..lo dimenticate.

Ecco un libro che mi ha deluso profondamente.
A sentir la quarta di copertina racconterebbe di un’insolita e delicata storia d’amore intrecciata con tradizioni lontane e ricette culinarie giapponesi.
Chi pensa di immergersi nella versione nipponica di “Chocolat” si sbaglia di grosso.
E mi sbagliavo anche io a rincorrere questo libro per mesi, perennemente in prestito in biblioteca e sempre esaurito in libreria.

E’ pur vero che si tratta di una storia d’amore insolita: una giovane donna che casualmente rincontra il suo professore di giapponese, e a forza di frequentarlo si innamora di lui.

Avete sentito bene: a forza di frequentarlo.
Perché è inutile che mi si racconti la favoletta dei sentimenti delicati o della magia nell’aria tra un piatto di miso e uno di matsutake. A casa mia questa si chiama bozza, oppure trama approssimativa.

I casi in realtà sono due.

1) Il libro è stato pensato e scritto per lettori distratti e poco curiosi, a cui poco importa se la protagonista non ha una vita sociale e non si sa perché, non ha amici e non se ne sa il motivo, va sempre a mangiare fuori da sola, ma non si sa bene che lavoro faccia e manco si sa bene com’è fatta. [Il rovescio della medaglia di questa tesi, è che il lettore viene ampiamente sottovalutato.]

2)Il libro è stato volutamente congegnato in questo modo, quasi come fosse un progetto in fase di elaborazione definitiva, perché l’autore non vuole che il lettore badi agli aspetti comuni della vicenda, ma che viceversa, si lasci trascinare dalle sensazioni, partecipando emotivamente all’intrallazzo oltreoceano. [Il rovescio della medaglia di questa tesi, è che l’autore viene ampiamente sopravvalutato.]

Purtroppo La cartella del professore non si attiene né alla prima, né alla seconda ipotesi.

Se Kawakami, avesse voluto distrarre così tanto il lettore da fargli dimenticare “insignificanti” dettagli come la vita dei protagonisti, avrebbe dovuto impostare la trama su altri parametri (per intenderci, come potrebbe fare un Murakami con le sue trame oniriche ma estremamente tangibili), oppure dimostrare una sapiente arte per gingillare il lettore con livelli diversi da quelli comuni.

Ahimè per me, e per i lettori in genere, non c’è riuscita.
E così si ritorna punto e a capo. Cioè a dover fare i conti, con un lettore che distratto non è, e non avendo niente a cui aggrapparsi, se non la storia, arriva alla conclusione che una quarantenne senza amici, e senza interessi, il cui unico svago è quello di andare in giro di sera a sbevazzare Sake, non può che innamorarsi, del primo che ha i suoi stessi orari e che divide con lei il bancone del bar. Pazienza se si tratta di un vedovo settantenne, con la passione per gli haiku e le passeggiate a passo veloce.


PICCOLE E GRANDI RIVELAZIONI

Eppure, nonostante il libro non mi sia piaciuto, non ho potuto fare a meno di scoprire una cosa che mi ha di colpo illuminato su un eterno quesito che avevo, e che adesso non posso fare a meno di condividere con voi.

”Mi ha preso per mano, mi ha portato nella stanza di otto tatami e ha tirato fuori un futon. Io vi ho steso sopra una lenzuolo. Abbiamo preparato il letto come se per noi fosse una cosa abituale. Senza dire nulla ci siamo sdraiati sul futon. Per la prima volta mi ha preso, con foga e vigore.”

Letto?
Notato qualcosa?
Come no!!!

Ok, partiamo dal quesito esistenziale che leggendo questa frase, ho risolto brillantemente.
Da dove proviene questo atteggiamento posato degli orientali, questa loro placidità interiore, questa saggezza che tutto pervade.. In altre parole: perché noi occidentali siamo impulsivi, nevrotici, stressati e facciamo un mucchio di cazzate, mentre loro si siedono sul fiume e aspettano?

Bè, una delle risposte la trovate in ciò che avete appena letto.
Facciamo un esempio.
Innanzitutto do per scontato che voi sappiate cos’è un futon. Ormai imperversa anche nelle case occidentali di chi vuol vivere zen, ed è un vero e proprio “materasso arrotolabile”(letteralmente futon vuol dire proprio questo), che dovrebbe poggiare a terra, o sul tatami se ce l’avete, proprio come la tradizione nipponica richiede, ma che qualcuno per comodità poggia anche su doghe, o volendo, vista la versatilità, anche sul fondo di una vasca quando furenti dopo un litigio, si vuole cacciare il partner dall’alcova. Personalmente, non ho nessuna simpatia per il futon, anche perché non mi piace far lavorare i miei addominali per alzarmi dal letto, senza neanche aver offerto al mio corpo un caffè rigenerante. Mi sembra una forma di cortesia minima, che non mi sento di negare ai miei adorati muscoli di ricotta secca. Ma non divaghiamo, e torniamo all’esempio.

Allora, fate finta: siamo in un posto imprecisato dell’Occidente. Un uomo e una donna si conoscono in un bar. Lui ci prova. Lei ci sta. Dopo un lungo sequel di alcolici mischiati ad arte, lui invita lei a casa sua. Lei brilla e compiaciuta del suo fascino, accetta. Lui, appena entrato a casa, sceglie a casaccio ma con posata naturalezza un cd di musica soft per creare atmosfera (lei non sa che lui in realtà ascolta solo i notiziari radio, e il cd l’ha scaricato da internet in vista di una serata come questa), quattro passi allacciati, palle degli occhi che si incrociano, e zac… tempo dieci minuti, e sono già in camera da letto che si strappano i vestiti di dosso con gli applausi degli ormoni festaioli.

In Giappone no. Stessa situazione ma con esito diverso. Perché una volta che la passione trascina i due potenziali amanti in camera da letto, lui tira fuori…IL FUTON!!! E lei deve anche aiutarlo a srotolarlo bene e a metterci su il lenzuolo. Roba che nei dieci minuti occorrenti ad approntare il giaciglio, lei ha tempo di farsi passare l’effetto del vino, di ricordarsi l’appuntamento preso per l’indomani alle sette e mezzo del mattino, di notare i boxer di lui con su scritto “I love Mum”, e di chiamare un taxi dal telefono di lui. Insomma: l’indomani avremo in Occidente, una lei che con orrore si chiede chi è il tizio a fianco a lei nel letto, e in Oriente, una giapponesina vispa e frizzante che corre a un appuntamento di lavoro con una luce di saggezza che le brilla negli occhi a mandorla.

Ecco cosa ci frega in ultimo. Le cose facili, la comodità a portata di mano. Che sembra una cavolata, ma estendendo il principio, se ne può ricavare una filosofia che ci salverebbe da tre quarti dei nostri colpi di testa. Compreso quello di voler spendere a tutti i costi 18,50 euro per un libro che il giorno dopo averlo letto, è già nel dimenticatoio.


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La literatura japonesa tiene algo especial. Tanto sus paisajes como su sensibilidad a la hora de tratar situaciones y personajes son únicos. Mediante una prosa sobria pero profunda, Hiromi Kawakami nos cuenta, como reza el subtítulo, una historia de amor. Pero el corazón y el tema principal de la novela es la soledad en la que están imbuidos los dos personajes principales.

Para llenar el vacío que rodea su vida, Tsukiko acude a su bar a beber sake y cerveza. Un día se da cuenta de que el hombre mayor al que ve casi a diario junto a ella en la barra es su antiguo profesor de instituto. Después de presentarse, se establece una relación en la que cada vez que se encuentran, cenan y beben, sobre todo esto último, o dan paseos por los alrededores de su barrio. Es una relación atípica, ya que Tsukiko tiene 38 años y el maestro más de 70. Se encuentran bien juntos, aunque surgen ciertas tiranteces...

Esta es una bella historia que te hace pensar en el futuro, en la vejez, en los años perdidos, en las oportunidades, en el amor, en la soledad, en la amistad. Es una pequeña joya.

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Beautiful and poignant, this little story stole my heart. The layers of the friendship and love flow like waves on the shore as the tide comes in. Each time a little higher than before.

I picked this novel up in a bargain/sale bookstore because the cover and title piqued my interest, and I love discovering Japanese authors I havent read yet. It seems that Kawakami is quite a famous novelist, and though this is the only story of hers I have read so far, the beautiful mood and touching romance leave me with no doubt that she is a great writer.

The story follows a 35 year old woman who happens to meet a teacher she had in high school. Given her age there is nothing of the illicit nature of usual student/teacher stories. It seems to me to have been chosen as a narrative device to bind them together with an element of nostalgia. In any case the story unfolds slowly with the coming and going of the seasons. I was completely absorbed, finishing the entire book in a single sitting.

Interestingly there is a sort of dream sequence in the middle the reminded me of some of Haruki Murakamis surreal scenes, blurring the line between reality. In the context of this novel though it felt quite out of place.

My only other criticism is a minor one. In a couple of places the translation was a bit awkward, interrupting the flow of certain paragraphs.

Overall this was a great book with an emotional punch. The last line - my favourite quote - is heartbreaking in context.

@The blank empty space unfolds, containing nothing. It holds nothing more than an expanse of desolate [email protected]

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Strange Weather in Tokyo is a love story between Tsukiko (late 30s) and her former teacher @[email protected], 30+ years older than her. Their growing closeness revolves largely around eating tofu or fish, and drinking sake or beer. This is certainly not a wild and passionate tale of romance. Slow burn would be an understatement! There are some poignant moments but overall, I was a little bit underwhelmed with this book, sadly.

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Cada vez comprendo mejor que la magia de la literatura japonesa no reside en las historias que se cuentan sino en la forma tan bella e intimista de contarlas. Esta historia me ha recordado a Un grito de amor desde el centro del mundo, historias corrientes que en un primer momento pueden no llamar la atención por lo simple o manido del argumento pero que atrapa por la forma en la que el autor aprovecha cada detalle de la historia y cada rasgo de los personajes.

Una lectura estupenda, estoy deseando leer más de Hiromi Kawakami.

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